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Sabbia bianca, sassolini di quarzo rosa, mare azzurro, una combinazione cromatica che caratterizza molte spiagge del golfo di Oristano, nella parte centro-occidentale della Sardegna,vi suggeriamo di visitare:
 
TorreGrande è la spiaggia più attrezzata del litorale oristanese, al centro della costa occidentale della Sardegna: lunga e ampia, dotata di tutti i comfort, perfetta per il relax familiare ma anche per attività sportive in spiaggia e in acqua. Tre chilometri di sabbia dorata che vanno dal porto turistico alla foce del Tirso, bordati da alte palme e da un bellissimo lungomare, un tratto di litorale ideale per una vacanza all’insegna di nuotate e immersioni, footing e sport, passeggiate a cavallo, in bici o coi pattini, serate di musica e allegria. É una località molto animata da locali e bar, concerti e spettacoli, ristoranti e sagre, mostre e mercatini.
Se sei appassionato di equitazione, i vicini maneggi ti offrono passeggiate a cavallo sulla spiaggia, stupende al tramonto. La spiaggia è stata premiata più volte con la Bandiera Blu di Legambiente e ospita l’istituto per l’ambiente marino costiero del Consiglio nazionale delle Ricerche (CNR).
San Giovanni di Sinis immerso tra lo stagno di Cabras e lo spettacolare Capo san Marco, impreziosito dalle rovine dell’antica città di Tharros, sorge un piccolo borgo, dove la vita sembra scorrere ancora come in tempi lontani. Ancora oggi noterai le caratteristiche casette in legno e giunco dei pescatori, di cui rimangono esempi a pochi passi dagli scavi archeologici. Il caratteristico villaggio di San Giovanni di Sinis custodisce un gioiello storico-architettonico di inestimabile valore, dove si respira un’aria di pace spirituale. È la piccola chiesa paleocristiana di san Giovanni scolpita con forme particolari.
Maimoni Una distesa di due chilometri di sabbia chiarissima, impreziosita da chicchi di quarzo con varie sfumature di bianco e rosa, tipici del litorale di Cabras, da cui dista 13 chilometri. La stupenda e preziosa spiaggia di Maimoni, con caratteristiche del tutto simili alle vicine e altrettanto belle Is Arutas e Mari Ermi, deriva il suo nome dal dio sardo e fenicio dell’acqua e della pioggia. Il litorale è ampio e lungo, con alcuni tratti di scogli sulla riva. L’acqua è cristallina e trasparente, le tonalità del mare azzurre e turchesi, il fondale sabbioso e digradante, ideale per far nuotare i più piccoli, seppure con precauzione perché il maestrale spesso genera onde alte. Non a caso, Maimoni è una grande attrattiva per gli appassionati di kite surf, wind surf e surf da tavola. La spiaggia, dotata di ampio parcheggio, bar e ristoranti, è orlata da dune ricoperte di macchia mediterranea e da stagni che fanno parte dell’area protetta.
Is Arutas Centinaia di metri di mare cristallino e granelli tondeggianti di quarzo finissimo, simili a chicchi di riso, in una suggestiva escalation di colori, dal verde al bianco, passando per il rosa. Is Arutas è uno dei gioielli dell’area marina della penisola del Sinis, spiaggia ideale di chi ama rilassarsi Porta con te macchina fotografica e maschera subacquea: le sue acque assumono tonalità che vanno da verde intenso e azzurro a blu, mentre la limpidezza del fondale ti permetterà una chiara visuale sulla vita sottomarina: pesci confidenti ti si avvicineranno timidamente e andrai alla scoperta di tesori naturali sommersi.
Mari Ermi Parte integrante dell’a rea marina penisola del Sinis - isola di Mal di Ventre, la spiaggia si estende per due chilometri e mezzo lungo la costa di Cabras, incastonata tra l’incantevole Is Arutas e Porto Suedda, una striscia di terra dove affiorano rocce multiformi che nascondono un’altra spiaggetta.
Dalla lunga battigia bagnata da una melodiosa risacca ti immergerai in un mare azzurro intenso con un fondale che degrada dolcemente verso il largo, rendendo la spiaggia ideale per le famiglie con bambini. Per gli appassionati di sport da onda come kite o windsurf, è il luogo ideale dove praticarli. Nella spiaggia troverai ampio parcheggio, punti ristoro e servizi. 
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Nel promontorio che rappresenta il confine settentrionale della penisola del Sinis, c’è uno splendido tratto di costa: sabbia bianca, frammenti di quarzo e scogli levigati che si affacciano sul mare verde-azzurro.
Poco a sud di Capo Mannu, estrema punta settentrionale dell’area marina della penisola del Sinis, un luogo dalla stupefacente concentrazione di bellezze costiere che alterna calette a tratti di roccia calcarea, sorge una lunga spiaggia dall’aspetto oceanico-tropicale. 
S’Arena Scoada, che si estende da Punta s’Incodina, vicino alle falesie di su Tingiosu, sino a Putzu Idu, da cui è separata da una piccola scogliera. La spiaggia, che rientra nel territorio di San Vero Milis. Una particolarità caratterizzante sono le rocce calcaree miste ad argilla, usate per le sabbiature. L’acqua è limpidissima, di colore verde-azzurro, il fondale sabbioso digrada dolcemente. 
Oltre, ci sono la spiaggia Putzu Idu, chiamata ‘cala Saline’ e riparata dal maestrale, si estende a nord della magnifica s’Arena Scoada e arriva sino alla spiaggia di Mandriola. La sabbia di quarzo è candida e soffice. Le acque offrono, col variare della luce, suggestive tonalità dal verde all’azzurro. Il fondale sabbioso è poco profondo per decine di metri. Putzu Idu si trova all’estremità nord dell’area marina della penisola del Sinis, poco sotto Capo Mannu, in spiaggia avrai a disposizione punti ristoro, noleggio attrezzatura balneare e possibilità di escursioni all’isola di Mal di Ventre, che si erge solitaria a sud-ovest del promontorio. Nel centro turistico alle spalle ci sono tutti i servizi necessari. Come in tutto il Sinis, spesso si creano onde che sono una forte attrazione per kite e wind surfisti. Alle spalle di spiaggia e centro abitato c’è sa Salina Manna, stagno habitat di flora e fauna protetta, compresi, in primavera, i fenicotteri rosa.
Risalendo lungo il capo, incontrerai la spiaggia di Mandriola, che chiude l’arco creato dalla baia di Putzu Idu: è un piccolo arenile di sabbia chiara e morbida con acqua cristallina. Dall’altra parte di Capo Mannu, non perdere anche sa Mesa Longa e su Pallosu, altre due perle del Sinis.
Nell’estrema parte settentrionale del Sinis, troverai ‘una lunga tavola’ calcarea che protegge un tratto di arenile e mare che ti lascerà strabiliato. Sa Mesa Longa Incastonata tra le falesie di Capo Mannu e il litorale di su Pallosu, deve il nome a una barriera naturale di arenaria che sta a poche decine di metri dalla riva e la isola completamente dalle onde di maestrale, creando un’autentica piscina naturale. Sa Mesa Longa, ‘la tavola lunga’, una delle perle dell’area marina, è una stupenda e lunghissima spiaggia, variegata e multicolore, tra il giallo ocra della sabbia fine e morbida, il rosso-rosato della battigia fatta di sassolini e conchiglie e il nero degli scogli che tagliano in due l’arenile che si immerge in un mare che, in base alla luce, regala tutte le sfumature di blu, con fondale sabbioso e poco profondo. Al centro della baia, e dell’enorme piscina naturale, c’è un piccolo promontorio che divide l’arenile in due parti, di fronte il caratteristico isolotto di forma circolare, ricoperto di vegetazione, alle spalle dune, mentre sul lato meridionale, si ammirerai le scogliere di Capo Mannu. A nord della ‘tavola’ ci sono la spiaggia e la colonia felina di su Pallosu un’oasi di pace e tranquillità.
Votata dai viaggiatori nel 2016 come quinta spiaggia più bella della Sardegna, nonché prima della provincia di Oristano, è principalmente dedicata ai gatti. Su Pallosu è una delle perle che punteggiano Capo Mannu, estremo limite settentrionale della penisola del Sinis e dell’area marina protetta che la preserva, è molto conosciuta perché alle sue spalle risiede una colonia felina, che ospita e si prende cura dei gatti e organizza visite guidate. I felini, la cui presenza risale agli inizi del XX secolo, spesso si avventurano in spiaggia: sono gli unici della specie che non temono di farsi il bagno. Su Pallosu è un sottile lembo di terra con un fondo sabbioso di colore dorato e ambrato, a grana media, mista a qualche ciottolo, nascosto in una piccola insenatura e protetto alle sue spalle da un’alta barriera in terra. Si immerge in un mare limpido e cristallino dal colore verde cangiante, con fondale sabbioso e poco profondo. Alla sinistra potrai fare il bagno in bellissime piscine naturali tra le rocce. Il suggestivo panorama è aperto sull’isolotto di su Pallosu che domina lo scenario e, a nord, sulla punta di Santa Caterina di Pittinuri. Sulla costa centro-occidentale della Sardegna c’è un’isola disabitata e a protezione speciale, il nome non promette bene per via del mare spesso agitato, ma la sua natura e i suoi paesaggi sono un’oasi incantevole, un luogo unico.
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In origine era Malu Entu, oggi è Mal di Ventre. Forse un’errata traduzione o interpretazione. Il nome le fu attribuito per i persistenti venti, maestrale su tutti, che rendono spesso pericolosa la navigazione dalle sue parti. Eppure, resti di un nuraghe, altri ruderi e pozze per la raccolta di acque dimostrano che l’isola fu abitata. Raggiungibile dai porti del golfo di Oristano, dista cinque miglia da Capo Mannu e fa parte dell’area marina della penisola del Sinis, nel territorio di Cabras, in cui rientra anche il vicino scoglio Catalano. Mal di Ventre è una distesa granitica pianeggiante, lunga due chilometri e mezzo e larga massimo uno. Nel punto più alto, appena 20 metri, sorge il faro che la domina. Il ‘tavolato’ di 85 ettari, coperto da steppa arida con sprazzi di macchia mediterranea, è popolato da conigli e tartarughe terrestri. Si narra della presenza di foche monache. L’isola è un passaggio strategico dove vari uccelli nidificano: il falco della regina, marangone dal ciuffo, berte e gabbiani. I fondali sono ideali per le immersioni, habitat di crostacei (astici e aragoste), molluschi e un’infinità di pesci: barracuda, cernie, corvine, orate, saraghi. Spesso appaiono i delfini. Non a caso, il sito è di interesse comunitario e zona a tutela speciale. L’imprevedibilità del mare ha prodotto nelle profondità vicine un cimitero di relitti: navi romane, spagnole, del XX secolo e tante barche. Nei Denti di Libeccio, a occidente, a 27 metri di profondità, una scoperta strabiliante: un relitto romano di 36 metri affondato tra 80 e 50 a.C. con duemila lingotti di piombo. A Cala dei Pastori c’è il relitto di un vaporetto, mentre a nord, nelle Formiche di Maestrale, ecco il Joyce, mercantile cagliaritano affondato nel 1973. 

Sulla costa del Montiferru, in provincia di Oristano, c’è un piccolo borgo sul mare, noto per una spiaggetta e un monumento naturale a forma di ponte, modellato e arrotondato dal mare e dal vento.
S’Archittu, nel territorio di Cuglieri, prende il nome da una lunga roccia a forma di arco. Alto circa nove metri, il ponte calcareo è stato teatro del mondiale di tuffi da grandi altezze nel 2001. La scogliera è formata da calcari sedimentari chiamati lunari per i riflessi che generano. Accanto all’arco naturale, che in origine era una grotta, c’è una spiaggia riparata dalle correnti con fondale basso che garantisce relax e divertimento. Non mancano servizi e comfort e la possibilità di accesso per disabili. I nuotatori più intrepidi ed esperti sono soliti tuffarsi dall’arco, mentre chi non ama il rischio, può godersi il mare e fotografare i tramonti nelle giornate d’estate: il sole arancione sembra fermarsi imprigionato nell’arco. Il panorama spazia dall’azzurro intenso del mare fino al verde della macchia mediterranea. L’effetto scenico è ancora più bello di notte, quando le luci illuminano tutta la zona.
S’Archittu è circondato da tre isolotti a forma di fungo, levigati anch’essi dalla pazienza delle onde. Mentre nelle vicinanze si trova il sito archeologico di Cornus, antica città stato risalente al VI secolo a.C. La spiaggetta, all'interno di una suggestiva insenatura tra Punta Cagaragas e il promontorio della torre Pittinuri, tra pareti rocciose calcaree molto chiare, è una delle più famose dell'oristanese, arricchita dalla presenza di grotte ed anfratti di rara bellezza. L'arenile presenta un fondo di sabbia mediamente fine, giallo-rossastra, intervallata da pietre di varie forme e grandezze e da sassolini multicolori. Poco profonde e sempre tranquille, le acque che circondano questa spiaggia, sono particolarmente adatte alla balneazione dei bambini.
Bosa Marina Non solo arte, cultura e tradizione agricola, artigiana e commerciale, l’unica autentica città medievale della Sardegna annovera anche spiagge e mare da sogno, uno splendido tratto della costa centro-occidentale dell’Isola Uno spettacolo ancora più affascinante se lo osservi dalla maestosa torre che la domina dall’alto. La grande spiaggia di Bosa Marina si trova subito a sud del porto turistico e delle abitazioni della frazione costiera della città medievale di Bosa, il centro più importante della Planargia. L’arenile di sabbia dorata è ampio e lungo un chilometro e si immerge in un mare dalle tonalità verde smeraldo alternate all’azzurro, con fondale sabbioso che digrada dolcemente verso il largo. Per le sue acque limpide e pulite riceve ogni anno le 5 vele blu di Legambiente. È la spiaggia ideale per una giornata in totale relax, perfetta per famiglie con bambini, grazie anche a servizi come stabilimenti balneari con noleggio attrezzatura e natanti, luoghi di ristoro, escursioni in barca e immersioni subacquee. Potrai praticare numerosi giochi da spiaggia e sport del mare, come kite e wind surf. Il lido termina con un molo in trachite che collega la terraferma all’isola Rossa che fiancheggia la spiaggia, dominata dalla torre aragonese che in estate ospita mostre temporanee.La costa bosana è lunga in tutto circa venti chilometri: a sud si trova la spiaggia di Turas, ampio arenile di sabbia grigio chiaro che affonda nel mare verde e cristallino con fondali subito profondi. Le altre perle si trovano a nord, lungo la panoramica per Alghero, a iniziare da s’Abba Druche, a quattro chilometri dalla città. Un chilometro più a nord c’è la splendida Compoltitu, sabbia bianca in una rada in parte chiusa e incorniciata da rocce levigate. Dopo altri due chilometri c’è cala sa Codulera: ciottoli e acque limpide sorvegliati da una torre aragonese. Accanto c’è Torre Argentina, una serie di insenature, calette e bianche scogliere, vicine l’una all’altra, che alternano sabbia a scogli piatti, che si immergono nel blu cobalto. Ancora più su, quasi a capo Marargiu, il promontorio dei grifoni - dove potrai avvistare il raro rapace - c’è la riparata cala Managu: sabbia fine color ambra chiara e acque sempre tranquille di un bellissimo azzurro-verde. Di fronte un isolotto che la rende ancor più suggestiva.

Fonte Sardegna Turismo 
Foto Andrea Marongiu  

Agriturismo Il Giglio in Sardegna

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