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Numerose sono le sagre e le feste popolari rivolte alla valorizzazione di prodotti locali  e alla rievocazione di riti ancestrali che in ogni periodo dell'anno caratterizzano il territorio.

Potrete trovare molteplici feste e manifestazioni popolari che animano la Sardegna  e che seguono un calendario e regole ben precise, tramandate di padre in figlio da centinaia di anni. Se decidete di visitare la Sardegna  non potete perdervi una variegata proposta di tutte le sagre che vengono svolte  durante l'anno, dalle più celebri e longeve a quelle meno conosciute o di recente istituzione, tutte interessanti ed apprezzabili per i tanti visitatori ed i curiosi che animano le vie dei centri storici dei paesi in festa. Grazie alla grandissima varietà delle eccellenze agroalimentari ed agro pastorali Sarde, dai vini pregiati ai formaggi, le grandi feste folkloristiche e le rassegne enogastronomche della Sardegna sono diffusissime e apprezzate in tutta l'isola. Oltre essere occasione di degustazione delle specialità tradizionali della cucina sarda, le sagre in Sardegna sono anche appuntamenti unici per scoprire o riscoprire luoghi nascosti o poco consciuti dell'isola, apprezzare la grande ospitalità del popolo sardo e soprattutto la magnificenza di questa terra bellissima.

“Quello che altrove si è perso in Sardegna resiste, radicato nella vita delle comunità. Il sacro e il profano si mescolano. Echi di riti ancestrali, di culti pagani dispersi nell'ardore cristiano di marca spagnola .E le mille tetre leggende che ancora qualche anziano racconta vicino a su fochile.”

In una società rurale come quella dell' Oristanese, il calendario delle feste coincide con quello dei campi.

Al ciclo invernale appartengono le feste di sant' Antonio che accendono di falò le piazze di quasi tutti i paesi della provincia ed introducono il Carnevale. La sera del 16 gennaio vengono accesi dei giganteschi fuochi in onore di S. Antonio Abate (Santu Antoni de su fogu), il santo eremita che, secondo quanto narra la leggenda, avrebbe rapito il fuoco all' inferno per donarlo agli uomini.

Al ciclo primaverile appartengono i rituali pasquali. Processioni e rappresentazioni sacre di probabile origine spagnola, si svolgono in molti centri dell' oristanese…. il venerdì santo viene celebrato su Eiscravamentu, ossia la deposizione di Gesù Cristo dalla croce, che si può seguire immersi nella melodia di canti gregoriani del '400, fedelmente interpretati da giovani coristi; il 24 giugno, i festeggiamenti in onore di S. Giovanni Battista segnano l' avvento del solstizio d' Estate. Antichi riti, legati al mondo nuragico, come l'offerta santo dei nenniris (chicchi di grano o di altri cereali che, deposti in una ciotola vengono fatti germogliare al buio, per propiziare la fecondità e fertilità degli uomini, delle piante e degli animali) o la raccolta di erbe e di acqua a scopo magico-terapeutico, costituiscono l' ennesiva prova del sincretismo del mondo popolare sardo

Al ciclo estivo, infine, appartengono le grandi feste campestri che sanno di vino, di arrosto, di gare poetiche. Sui palchi si intrecciano danze antiche, rituali, come su ballu tundu, accompagnate dal suono delle launeddas o della fisarmonica. Si intonano canti in onore del santo che viene festeggiato (gosos) o strofe improvvisate il cui tema varia a seconda dell' occasione mutettus).”

La feste si accendono così dei colori dei costumi tradizionali e del luccichio della filigrana d' oro e dalle musiche tradizionali e moderne, mentre i bicchierini di vino che si svuotano continuamente garantiscono un' accoglienza piena senza riserve.

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Di seguito troverete una breve descrizione delle Manifestazioni più rinomate della Zona.
L'ultima Domenica e l'ultimo martedì di carnevale si svolge ad Oristano Sa Sartiglia, un'antica giostra equestre risalente al 1600. Protagonista assoluto della manifestazione è Su Componidori, figura enigmatica e affascinante dalla bella maschera androgina che guida i cavalieri, Organizzata da due Gremi o Corporazioni, quello dei contadini la Domenica e quello dei falegnami il Martedì, ha inizio con la vestizione del capocorsa che si svolge in pubblico ad opera di giovani donne in costume, is massaieddas. Tra un rullio di tamburi e squilli di trombe avviene la trasformazione dell' uomo in semidio. Le mani esperte delle massaieddas prima lo vestono con la camicia immacolata, il giubbotto ed il cinturone, poi passano al viso. Lo incorniciano di fazzoletti, sistemano la maschera di legno, fissano il velo, posano il cilindro nero e, alla fine, appuntano la camelia…Su Componidori è seduto, immobile, su uno scanno poggiato su un tavolo cosparso di grano, di petali di fiori ed altri simboli di fecondità; da questo momento fino alla fine della corsa non potrà più posare piede in terra per non scaricare la sacralità acquisita. Dal tavolo, una volta conclusa la vestizione, monterà direttamente sul cavallo. Preceduto da un gruppo di trombettieri e tamburini e seguito da un corteo di cavalieri mascherati e dai costumi variopinti, su Componidori attraversa la città benedicendo la popolazione con sa pippia emaju, un mazzo di violette mammole legate ad uno scettro di steli di pervinca, simbolo dell'eminente primavera…La giostra si svolge nella via del Duomo dove, sospesa ad un filo di seta verde, pende la stella che i cavalieri dovranno infilzare con la spada correndo al galoppo. Dal numero delle stelle infilzate la popolazione, che segue la corsa con grande partecipazione, trae gli auspici per la prossima annata. La corsa alla stella termina con la figura del capocorsa che, supina sul cavallo al galoppo, benedice la folla con il mazzo di violette…Poco dopo, in un' altra via cittadina hanno inizio le corse de Is Pariglias, gruppi di due o tre cavalieri che realizzano acrobazie sui cavalli in corsa, nel tentativo di superarsi, esprimendo grandi doti di destrezza e di coraggio.”

La Fiera dell’Artigianato artistico della Sardegna 
che si svolge nel mese di luglio a Mogoro; era il 1961 quando alcune donne del paese e una manciata di artigiani del legno guidati dal sindaco Efisio Lippi Serra e dall’amministrazione comunale di allora, diedero vita all’ormai prestigiosa Fiera dell’Artigianato Artistico della Sardegna di Mogoro. Scopo della mostra mercato insegnare l’arte del tessere tradizionale e soprattutto educare il pubblico al gusto della pura tradizione sarda senza sofisticazioni come si legge sul cartoncino d’invito all’inaugurazione della 2°edizione nel 1962. Per tre anni la fiera durò solo dal 19 al 21 maggio, i tre giorni dedicati ai festeggiamenti in occasione del patrono San Bernardino per diventare poi di quindici giorni e addirittura arrivare a toccare le tre settimane. Come la durata, anche il momento della manifestazione nel corso degli anni è cambiato: è passato da maggio ad agosto per poi attestarsi nel periodo tra fine luglio e prima settimana di agosto e infine sfiorando ferragosto. È diventata così meta di shopping e cultura per migliaia di turisti italiani e stranieri attratti non solo da mare e sole, ma anche dai tesori della tradizione isolana. Ed è proprio grazie a questa importante vetrina che Mogoro si è trasformato in un polo d’attrazione dell’artigianato facendosi conoscere nella penisola, ma anche in Europa e nel mondo. A partire dal 1966 oltre ad espositori mogoresi la fiera si apre alle manifatture tipiche provenienti da ogni angolo della Sardegna. E soprattutto amplia gli spazi espositivi e garantisce maggior visibilità alle opere d’arte realizzate dall’ingegno isolano. Se infatti dall’inaugurazione nel 1961 la mostra viene allestita nel vecchio edificio delle scuole medie di via Dessì a due passi dalle incantevoli mura medioevali della chiesetta del Carmine e del convento ad essa annesso, viene spostata qualche anno dopo nel grande caseggiato delle scuole elementari in piazza Sant’Antioco dove rimane per decenni e raccoglie grandi consensi e successi di pubblico e di critica. È il 1995 quando a causa dei lavori di ristrutturazione della scuola elementare la fiera torna in via Dessì, ma nelle sale della nuovissima scuola media per approdare nel 1999 nel centro polifunzionale di piazza Martiri della Libertà, nato appositamente per ospitare la vetrina dell’artigianato in spazi attrezzati e suggestivi. Ma fiera è anche evento tra intrattenimento e commercializzazione. Ad essa è infatti abbinato il ricco calendario di appuntamenti culturali, eventi artistici, balli, musica e spettacoli.
Per info sulla Fiera dell'artigianato artistico della Sardegna, visita il sito ufficiale 

Ancora elementi sacri ed elementi profani, cavalli e cavalieri nella manifestazione sedilese del 6 e 7 luglio in onore di San Costantino Imperatore. La corsa rituale dell'Ardia ricorda la vittoria di San Costantino su Massenzio: i cavalieri simulano il combattimento intorno allo stendardo del santo, la cui sconfitta costituirebbe il trionfo delle forze del male sulle forze del bene….Tempo storico e mito si fondono nel ricordo di antichissimi riti legati alla morte e rinascita della natura. Non a caso la festa si pone come dieresi fra la conclusione dei riti di primavera e il rito estivo della mietitura: ringraziamento per il raccolto ed espiazione del sacrificio che il contadino si prepara a compiere, cioè l'uccisione del campo con la mietitura del grano.” Si tratta prima di tutto di una manifestazione di fede ma anche di dimostrazione di coraggio da parte dei cavalieri devoti al Santo. Questa emozionante manifestazione attira fedeli da tutta la Sardegna e, con gli anni, diventano sempre più numerosi i turisti stranieri che accorrono per assistere dal vivo a questa spericolata corsa a cavallo, attirati anche dai rituali che la caratterizzano. L'Ardia si svolge nella periferia del paese di Sedilo, presso la chiesa di San Costantino. Intorno ad essa, gli oltre 100 cavalieri che vi partecipano devono correre al galoppo, secondo un ordine preciso e ben codificato. La manifestazione è accompagnata da numerose celebrazioni e rituali religiosi, oltre che da numerosi concerti e spettacoli nei pressi del santuario che iniziano dal 5 luglio e si concludono il 16 luglio  con l'Ardia a piedi.
Per maggiori informazioni sul programma visita il sito: Associazione Santu Antinu
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La corsa degli scalzi, 400-500 uomini scalzi vestiti di un saio bianco che sciolgono un voto portando il santo dal villaggio San Salvatore a Cabras; ogni primo fine settimana di Settembre di ogni anno, Cabras il villaggio di San Salvatore di Sinis e tutta la penisola omonima celebrano la Corsa degli Scalzi, processione e festa religiosa e civile in onore di San Salvatore tra le più sentite di Oristano e della Sardegna centro-occidentale. Le celebrazioni religiose hanno inizio l'ultima settimana di agosto agosto e durano un'intera settimana. Il nome Corsa degli Scalzi non è affatto casuale: la processione tra Cabras e San Salvatore (primo Sabato di Settembre) e ritorno (la Domenica seguente) è una rievocazione storico - religiosa della difesa della statua del Santo nel 1619 da parte degli "Scalzi" contro un'invasione dei Mori.Gli Scalzi di oggi, i protagonisti di questa processione religiosa, sono Is Curridoris, giovani che, vestendo una tunica bianca, quella dei penitenti, e senza scarpe, prelevano il primo sabato di Settembre, di buon'ora, la statua di legno di San Salvatore dalla chiesa di Santa Maria Assunta a Cabras per portarla, dopo 7 Km ed, appunto, scalzi e di corsa attraverso i sentieri sterrati ed i meravigliosi paesaggi del Sinis, nella chiesa di San Salvatore di Sinis ed il villaggio di "muristenes", le tipiche abitazioni rurali temporanee sarde usate durante le novene e dagli agricoltori per la semina ed il raccolto, che la cinge. Nel pomeriggio, dopo la recita del rosario e la Santa Messa, novena e Via Crucis per le vie di San Salvatore di Sinis in limba (dialetto sardo). La domenica la Corsa degli Scalzi prevede, alle 10:30 circa, la processione per il villaggio con la statua di legno di San Salvatore di Sinis, accompagnata dal suono delle tradizionali Launeddas e dalle fisarmoniche.
Al calar della sera tornano in azione Is Curridoris, che recuperano il simulacro dalla chiesa di San Salvatore per tornare a Cabras ed alla chiesa di Santa Maria.
Ma la moderna Corsa degli Scalzi di Cabras non è soltanto una festa religiosa: è anche una manifestazione civile con musica tradizionale sarda e non, laboratori per grandi e piccini, enogastronomia e sagre (quella della muggine presso lo Stagno di Cabras, per esempio), mostre, teatro e fuochi d'artificio.
Per maggiori informazioni sul programma visita il sito del Comune di Cabras

La regata dei fassonis, antiche imbarcazioni di erba palustre, a Santa Giusta.
Is Fassõis, o Fassonis, sono imbarcazioni realizzate con fascioni di canne e erbe palustri che risalgono a tempi molto antichi. Barche molto simili sono state rinvenute solo presso il lago Titicaca in Perù in uso presso le popolazioni precolombiane.Oggi is fassonis vengono impiegati solo per la regata. La competizione ha luogo in mattinata e si basa sulla velocità e sull’abilità dei regatanti che si sfidano rimanendo in piedi sull’imbarcazione e spingono su fassoni facendo leva su una lunga pertica.
Per maggiori informazioni sul programma visita il sito  Comune di SantaGiusta



In ogni Paese, scoprirete differenti sagre e manifestazioni enogastronomiche con le eccellenze del loro territorio

Foto Andrea Marongiu  
Agriturismo Il Giglio in Sardegna

Agriturismo Il Giglio

Strada Prov. 9 Massama - 09170 (OR)
Tel. (+39) 349 14 47 955 - (+39) 347 34 83 744 - Fax (+39) 0783 32 90 49 - Email: info@agriturismoilgiglio.com 

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